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giovedý 18 settembre 2014
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il kit di primo soccorso PDF Stampa E-mail

Questa è la composizione di un kit di primo soccorso per le normali attività outdoor per clima temperato.

Il mio è un kit generico e che mi ha accompagnato in giro per il mondo, tra l'outback australiano, la Valle della Morte (USA) e l' Africa senza dimenticare zone mediorientali.

 

Non trascurate mail il kit di primo soccorso!

Come una polizza assicurativa od un kit survival od, il kit di primo soccorso è normalmente solo una scocciatura perchè:

 

1.     Va revisionato ad ogni uso ed, a scadenze regolari ed alla scadenza del primo medicinale.

2.     generalmente non si usa mai

3.     ingombra

4.     pesa

 

…ma se vi serve, poi lo benedite!

 

Ad ogni modi, io inserisco il materiale all'interno di un contenitore stagno tipo vaschetta per alimenti (di robustezza sufficiente da non rompersi se ci si appoggia sopra per errore), eventualmente sigillata col nastro adesivo da carrozziere. Tale vaschetta conviene che sia trasparente per evidenziare perdite di liquidi o condensa. Per ovviare comunque a dei normali trasudi di umidità, conviene mettere nella stessa vaschetta un sacchetto di dessiccante (silica-gel) oppure un sacchetto di sale od un sacchetto contenente riso (asciutto, appena uscito dalla confezione!).

Conviene inoltre legare una corda intorno a tale vaschetta da sfruttare come dispositivo di estrazione dalla tasca dello zaino.

In una tasca esterna ricavata da una bustina di plastica sigillabile vanno inseriti:

 

§         istruzioni di primo soccorso (se non le conoscete)

§         Procedura di rianimazione (B.L.S.)

§         procedura C.E.S.I.R.A. (la precedenza da seguire nelle grandi emergenze)

§         contenuto del kit con le scadenze del materiale deperibile

 

In evidenza va apposta la scritta “KIT INDIVIDUALE DI PRIMO SOCCORSO – FIRST AID KIT” e subito visibile va indicata la scadenza del medicinale che scade prima degli altri.

In ogni lato libero va inoltre apposta una grande etichetta con un segno ben visibile di riconoscimento (tipo una grande croce rossa, una mezzaluna rossa o, meglio, un rombo rosso che è ancora più ateo).

 

Passiamo ora al contenuto visibile in foto:

 

Il kit contiene:

 

- una busta di plastica tipo verdure-supermercato (deve essere la prima cosa accessibile per riversarvi il contenuto del kit senza spargerlo in terra).

- guanti in lattice di misura "comoda" ed altri guanti di backup del tipo verdure-supermercato (sono il secondo item in ordine di accesso).

Sempre in ordine di accesso, un trauma kit:

composto da:

- un laccio emostatico a nastro di tela (sostituibilissimo con le cinghie per legare i pacchi in auto)

- un FFD (First Field Dressing - Pacchetto medico individuale militare).

Oltre a questo, il kit comprende:

- iodio (betadine chirurgico) inserito in una siringa customizzata (sterile)

- cerottone di "carta" (tipo "mepore") per fissaggio medicazioni

-  cerottone a nastro (1m x 4,5cm) o medicazione chirurgica adesiva

- 4 rotoli di garza non sterile

- 6 compresse di garza sterile (da accoppiare ai rotoli di cui sopra)

- un bendaggio per ustioni

- steri strip (3M), sostituiscono i punti

- cerottini assortiti

- cerotti tipo compeed per vesciche ai piedi

- pocket mask per respirazione artificiale

- 2 profilattici

- tappi per le orecchie (contro i compagni di viaggio rumorosi e nottate in treno/mezzi pubblici)

- medicinali vari (antispasmo, antidolorifici generici, imodium per la dissenteria ecc)

- lacrime artificiali in confezione monodose

- ugurol (coagulante locale od ad uso interno), una alternativa è il peperoncino in polvere (che ci crediate o no!)

- stimolante per la respirazione (i famosi “sali”)

- cannula orofaringea (questa cannula di Guedel serve per liberare le vie aree, utile specie in primavera per soggetti a rischio di shock anafilattico od allergie)

- aghi sterili (quando viaggio in paesi poveri pretendo di usare i MIEI aghi!)

- vaselina (protezione per labbra e mani, ammorbidiscono le ferite troppo secche)

- sapone (per il primo lavaggio delle ferite e delle mani)

- pasticche potabilizzatrici (creano acqua "pulita" per irrigazioni e medicazioni successive).

 

Segue poi la parte pronta al rapido "distacco" per il viaggio in aereo (non si può portare nel bagaglio a mano ma va imbarcata):

 

- bisturi con manico e due lame di ricambio

- spille da balia

- graffetta per bendaggi

- forbicine pieghevoli

- pinzette metalliche (molto larghe e molto corte! Introvabili in Italia, solo negli USA)

- matita appuntita da ambo i lati (per scrivere dietro il foglio istruzioni). C’è il rischio che ai raggi X sembri un oggetto contundente ed allora è meglio toglierlo che scartare tutto il kit medico in aeroporto.

Di seguito, ecco le foto del mio kit aperto e dello stesso kit provvisto del maniglione di estrazione che uso durante le gare UNUCI per l'estrazione dal gibernaggio.

A titolo di esempio di necessità del kit, ecco qui una foto dell'ultimo utilizzo del mio kit (che in realtà era un kit inglese ma dal contenuto molto simile) . Stavo appena medicando una signora che era stata accoltellata nello Swaziland (Sudafrica, 5 gennaio 2006); in quel luogo, NESSUNO dei vacanzieri aveva un kit medico degno del nome e nemmeno l'albergo vicino il quale era avvenuto il fattaccio. Grazie al mio kit, ho potuto eseguire delle medicazioni in maniera "sicura".

 

Ovviamente ancora prima del kit bisognerebbe avere le conoscenze per utilizzarlo. In particolare, la conoscenza del Primo Soccorso, ritengo sia fondamentale per ogni essere umano. Io ho seguito più corsi di primo soccorso ed ho creato un manuale di Primo Soccorso che viene utilizzato dal Comitato Provinciale della Croce Rossa di Roma come materiale informativo per fare i corsi di Primo Soccorritore.

Manuale di Primo Soccorso (formato zip, 0.6Mb circa)

Per qualsiasi altra informazione, basta contattarmi (www.iacco.it)

 

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